- Germogli - Anna è sul marciapiede, che aspetta di attraversare, un’occhiata alla strada, è libera, le squilla il telefono, s’avvia e risponde. Sul lato opposto, di fronte a lei, seduti su una panchina, due fanciulli sembrano guardarla. Anna accenna un sorriso e loro ricambiano. Si avvicina e chiede se abbiano bisogno di qualcosa. Sono piccoli e stanno lì da soli. “Aspettiamo mamma e papà “. Risponde la femminuccia, la più grandicella dei due. “Chiedevo se avete bisogno di aiuto”. Insiste la donna. “Aspettiamo mamma e papà”. Di nuovo la bimba. “Mi chiamo Simone”. Le fa il bambino. Mentre Anna si sta voltando per andar via. “Piacere, io sono Anna”. “E questa bella piccina come si chiama?” “Io sono Noemi“. Con la vocina orgogliosa, accompagnata da due occhioni, che fanno tenerezza. Erano nomi che Anna amava. Così avrebbe chiamato gli altri due figli, avesse scelto di farli nascere e fossero stati uno maschio e l’altra femmina. Sarà stato anche per que...
- Il Matriarcato - Mio padre è stato un uomo buono, perché non ha mai picchiato mia madre, la quale è stata una donna cattiva, perché ha sempre sgridato mio padre. Mia madre è stata una donna buona, perché non ha mai picchiato mio padre, il quale è stato un uomo cattivo, perché non ha mai sgridato mia madre. Lui non ha picchiato lei, che non ha picchiato lui, buono lui, buono lei. Lei ha sgridato lui, che non ha sgridato lei, cattiva lei, cattivo lui. Eppure, se qualcuno mi dovesse chiedere dell’uno e dell’altra, d’acchito, direi di mia madre che è stata una ‘strega’ e di mio padre che è stato un ‘santo’. Lui, un marito che non si è mai permesso di discutere le decisioni che la moglie prendeva, fuori e dentro casa. Lei, una moglie che zittiva il marito prima ancora che aprisse bocca. Lui che parlava di quieto vivere, al solo accennarsi di un litigio, e lei che minacciava venti di guerra, al primo sentore di timido dissenso. Ora, tornando, un attimo, indietro. Siamo sicuri che non...
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